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Economia

ILVA: 100 milioni per non chiudere. Ma il 24 agosto chiuderanno davvero. E la vendita salta.

Radiazione28/07/2026
ILVA: 100 milioni per non chiudere. Ma il 24 agosto chiuderanno davvero. E la vendita salta.
La Città di Taranto non vuole questo! — Foto

Taranto, 28 luglio 2026

A Palazzo lo chiamano "decreto di continuità", in piazza lo chiamano "ennesima presa in giro". In mezzo c'è Taranto.

Il 23 luglio il Senato ha approvato l'ennesimo decreto ex-ILVA: 98 sì, 67 no. Sulla carta 200 milioni per il 2025, nella realtà l'autorizzazione a usare i 108 milioni residui del vecchio prestito ponte più una ventina di milioni per la cassa integrazione. Soldi per arrivare a febbraio 2026, quando dovrebbe chiudersi la gara per il nuovo proprietario.

Solo che c'è un dettaglio che a Roma fanno finta di non vedere: il 24 agosto l'area a caldo deve fermarsi.

Non lo dice un sindacalista, lo dice il Tribunale di Milano, sezione imprese, con un'ordinanza di febbraio. L'AIA del 2025 - quella che doveva essere "risolutiva" - è stata in parte disapplicata perché senza tempi certi su polveri sottili, wind days, torce, serbatoi pericolosi e emissioni di coke. Senza integrazione, scatta lo stop.

E qui casca l'asino della vendita.

Chi compra un'acciaieria che ha già una data di spegnimento scritta da un giudice? Il consorzio azero che è in trattativa esclusiva da marzo lo sa bene: senza certezza giuridica sull'area a caldo, il prezzo crolla e il rischio legale sale. Il Governo sta cercando di vendere una macchina con il motore già sequestrato.

Il decreto da 100 milioni è il classico pannicello caldo di Palazzo: tiene accesi gli altoforni per altri sei mesi, paga la cassa, evita il titolo sui giornali "ILVA CHIUSA". Ma non scioglie il nodo Palazzo-Piazza.

A Palazzo serve dire che l'AIA va riscritta subito, con cronoprogrammi veri, non studi di fattibilità infiniti. Altrimenti il 24 agosto non sarà una minaccia, sarà una sentenza.

In Piazza a Taranto serve dire la verità: non è una chiusura per ambientalismo, è una chiusura per inerzia. Da 12 anni si va avanti a decreti tampone. 10 decreti ILVA in 10 anni e siamo ancora qui a contare i milioni per non chiudere.

Taranto non ha bisogno di altri 100 milioni a prestito. Ha bisogno di sapere se farà ancora acciaio, e come. Green, decarbonizzato, ma acciaio. Altrimenti il decreto del 23 luglio non è un decreto salva-ILVA. È l'ultimo atto prima della vendita al ribasso di un cadavere industriale.